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Spirulina, il primo polmone della terra

La micro-alga spirulina o Arthrospira Platensis è impropriamente chiamata “alga”, ma in realtà è un cianobatterio, ovvero un organismo unicellulare fotosintetico capace – come si intuisce dal nome – di sviluppare la fotosintesi: il fenomeno naturale che sfrutta l’energia luminosa acquisita dal sole per trasformare l’anidride carbonica assorbita dall’aria in zuccheri e carboidrati e liberare ossigeno allo stesso tempo.

I cianobatteri sono i primi microrganismi ad aver sviluppato la fotosintesi, rilasciando quindi l’ossigeno nell’atmosfera e negli oceani e originando una serie di concause che hanno portato allo sviluppo dell’ecosistema terrestre, cioè della vita.
Secondo la recentissima ricerca condotta dall’autorevole università americana MIT, pubblicata su Royal Society Publishing nel settembre del 2021, la fotosintesi si è evoluta dai cianobatteri e loro antenati tra 3,4 e 2,9 miliardi di anni fa, nell’era geologica chiamata Archeano.

Quando è stata scoperta la Spirulina?

Sebbene l’alga spirulina esista da sempre, la sua conoscenza è arrivata a noi solo nel 1964, a seguito di una spedizione in Ciad del botanico belga Jean Joseph Gustave Léonard, durante la quale notò l’abbondante utilizzo della micro-alga raccolta dal lago Ciad come ingrediente di alcune torte locali (Diha).
Dietro tale “osservazione” alcuni studiosi individuarono la ricca concentrazione di proteine all’interno di tale ingrediente, tanto che da allora la Spirulina cominciò a utilizzarsi in occidente come integratore alimentare.

Lo studio dell’alga spirulina portò a alla scoperta del suo passato utilizzo alimentare anche da parte di popolazioni dell’America Centrale e degli Aztechi, di cui si sa con certezza che preparavano un famoso piatto a base di alga spirulina chiamato “Tecuitlatl“.
Tale scoperta la si deve al ritrovamento di manoscritti dei soldati del generale spagnolo Hernán Cortés durante il periodo di ammissione del popolo Azteco al Regno di Spagna, nel sec. XVI. I soldati raccontavano di una sorta di torta, appunto la “Tecuitlatl”, ottenuta dall’alga spirulina cotta, che era anche commercializzata a scopo medicamentoso contro infiammazioni e affaticamento.

Dove è stata scoperta l’alga spirulina?

Fondamentalmente sono due i luoghi che riconducibili alla scoperta dell’alga spirulina: il Lago Texcoco, in Messico, e il Lago Ciad, in Africa.
Il Lago di Texcoco (oggi quasi essiccato) al tempo degli Aztechi faceva parte di un sistema di laghi situato al centro della penisola messicana, all’interno di una conca a oltre 2000 m di altitudine, proprio dove oggi sorge Città del Messico. Nella stagione delle piogge il lago si univa con altri laghi siti nelle valli vicine, tra i quali alcuni salati; per questa ragione le acque del lago Texcoco erano salmastre.
Nota: furono proprio gli Aztechi, nel sec. XIV, a iniziare le opere di bonifica.
In virtù del referendum del 2018, il cui esito andò a favore della salvaguardia del lago con il movimento Yo prefiero el lago, nel marzo del 2022 il presidente López Obrador ha annunciato l’istituzione di un’area naturale protetta.
Il Lago Ciad (anch’esso a rischio estinzione), è situato nella parte centro settentrionale dell’Africa e, come per il lago Texcoco, è in atto un’azione di recupero in cui è partecipe anche la FAO. Contrariamente al Lago Texcoco, il Lago Ciad è costituito da acque dolci.
Ciò che accomuna i due laghi sono le temperature dell’acqua attorno ai 15 °C e un clima caldo e umido nell’aria circostante.

Lago Ciad, Africa

Coltivazione dell’alga spirulina oggi

In seguito alla spedizione del botanico Jean Léonard, la Francia cominciò a prelevare l’alga spirulina da questi laghi per poterla coltivare e commercializzare. Negli anni 70′ seguirono Stati Uniti, Cina, Giappone e iniziò la produzione su larga scala, dapprima nel Lago Texcoco, poi nei bacini artificiali.
La Spirulina proveniente dai bacini artificiali è senz’altro più sicura rispetto a quella proveniente dai laghi, poiché è soggetta a maggiori controlli. E’ vero però che l’ambiente in cui risiede la coltivazione artificiale influenza la qualità dell’alga, pertanto un clima simile a quello originale è senza dubbio più indicato per l’ottenimento di un prodotto finito migliore.

E’ in Sardegna la maggiore produzione di Spirulina d’Italia

Nelle foto in basso la struttura produttiva.

Perché la Spirulina di Sardegna si distingue dalle altre?

Anzitutto perché il tipo di coltivazione è artigianale, non industriale.

La modernità degli impianti consente una coltivazione molto attenta e controllata.

Il clima sardo è ottimale per la crescita di questa micro-alga.

E’ coltivata in una zona incontaminata, lontana dai centri abitati, dove l’aria è oggettivamente molto pulita.

La qualità della Spirulina nel processo industriale è invece notevolmente ridotta poiché non è lavorata immediatamente ed è essiccata velocemente ad alte temperature.
E’ questo il caso delle produzioni massive cinesi, indiane e messicane che hanno invaso il mercato europeo. In genere si contraddistinguono dall’odore e dal sapore sgradevole, lontani anni luce dalla nostra gustosa e profumata Spirulina di Sardegna.

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